VISION, OBIETTIVI O DIREZIONE?

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VISION, OBIETTIVI O DIREZIONE?

L’IMPRENDITORE CHE RIESCE A DISTINGUERLI ED INDIVIDUARLI PORTA LA SUA AZIENDA E I SUOI COLLABORATORI AL SUCCESSO.

Alla base dell’operato di un’azienda ci dovrebbe essere una vision chiara e condivisa, sempre. Silvano Di Bello, Master Practitioner Pnl e Coach di Prima Group, ci spiega perché all’interno delle aziende e nelle realtà di coaching, troppo spesso si senta parlare, in maniera anche superficiale, di “obiettivi”, intesi come qualcosa che l’imprenditore o l’azienda vorrebbero raggiungere.
“È un concetto abbastanza fuorviante e troppo generico – spiega Di Bello – in quanto prima di parlare di obiettivi bisognerebbe parlare di “direzione”. Spesso si parla di obiettivi che sono difficilmente raggiungibili o vengono raggiunti con molta fatica perché sono posti su una strada che non è coerente con le caratteristiche
dell’imprenditore o dell’azienda. È più importante parlare di direzione, che in ambito aziendale rappresenta appunto la vision, ovvero ciò che racchiude le aspirazioni dell’azienda, quello che l’imprenditore immagina in un arco temporale di 3 – 5 anni. Quello che rispecchia i valori, gli ideali, le aspirazioni dell’azienda, che può sembrare un concetto astratto, ma nel momento in cui l’imprenditore si impegna a scoprire la sua visione, diventa un volano che ispira tutti i collaboratori nei vari reparti aziendali”.

Vision e felicità. La vision determina il modus operandi delle persone che fanno parte dell’impresa. Ad esempio, la vision di Walt Disney era ed è tuttora quella di rendere le persone felici. Sembra banale, ma quando un ingegnere Disney si appresta a progettare un nuovo gioco o quando un architetto pensa a costruire un nuovo villaggio tematico come quello di Euro Disney, la domanda che si devono sempre porre è: questo prodotto potrà rendere le persone davvero felici? Se la risposta è sì allora avranno modo di portare avanti il progetto, altrimenti lo abbandonano. Si tratta perciò di qualcosa di molto potente.

Coerenza di vision e testimonial. Un esempio tutto italiano è quello di Scavolini la cui vision recita: “Desideriamo che Scavolini, da cucina più amata dagli italiani, diventi anche la più amata per il resto della casa e per le famiglie di tutto il mondo”.
In questa frase vengono introdotti i concetti di amore e di famiglia. A supporto di questa vision, il brand ha scelto come testimonial della campagna pubblicitaria un personaggio che a livello nazionale incarna questi valori, ovvero Lorella Cuccarini, un volto familiare, che piace da sempre a tutti. Ovviamente anche la comunicazione deve essere orientata al concetto di calore domestico, così come le parole devono essere comprensibili a tutti.

Vision e target. Aziende di uno stesso settore, pur producendo prodotti simili, possono rivolgersi a target diversi sulla base di una vision specifica per determinate categorie di persone. È il caso Microsoft/Apple. La vision del primo è quella di portare un computer con sistema Microsoft in ogni casa, rendendolo quindi accessibile a tutti (pertanto si presterà attenzione ai costi di produzione e allo sviluppo di un software alla portata di tutti); quella del secondo è di fornire la migliore esperienza informatica ai professionisti (quindi l’attenzione è concentrata verso la qualità del prodotto).
Quando un ingegnere di questi brand si siede al tavolo per sviluppare un sistema o produrre un software, si chiede pertanto se esso risponda alla vision. Più vi saranno fedeli, più coerenza l’azienda avrà nei confronti del mercato. Apple, a parità di finalità di prodotto, non metterà mai in commercio un prodotto da 100 e uno da 1000 euro, perché non sarebbe fedele e coerente con la sua vision. Ecco perché la vision è da intendersi come la direzione che l’azienda vuole prendere.

Offrire un servizio sulla base della vision. Prendiamo i nostri imprenditori: ci sono aziende che avranno una vision più rivolta ad erogare un servizio di qualità, di avanguardia o alla persona, quindi tutte le scelte aziendali verranno messe in atto per essere più fedeli possibili alla vision. Se un imprenditore vuole fornire un servizio di alta qualità, farà più ricerche, selezionando aziende e prodotti che sono i migliori sul mercato, frequenterà fiere di settore, portali intarget e così via. Se il suo servizio è improntato sull’attenzione al cliente, invece, farà corsi sulla comunicazione, sulla gestione del cliente, sull’empatia, avrà cura nel creare degli spazi su misura del cliente, attiverà servizi per il post vendita e attività rivolte alla fidelizzazione.

Vision per semplificare. La vision è fondamentale, perché semplifica tutti i processi aziendali. Ad esempio quando devo assumere una persona, ciò che devo considerare è se questa abbia le caratteristiche e le competenze per erogare un servizio eccellente. Stesso discorso nella scelta del fornitore: può questo fornirmi la migliore tecnologia o i prodotti in linea con la mia filosofia (a base di principi attivi naturali, ad esempio, che rispettino l’ambiente, con valori etici importanti etc)?

Quindi nel momento in cui faccio attenzione a definire la mia vision, tutti i processi aziendali vengono semplificati perché la domanda che mi pongo è se è in linea con quello che io ho deciso di essere e con ciò che la mia azienda rappresenta per i miei pazienti. Se lo è, sono sulla strada giusta, altrimenti devo abbandonare l’idea, perché la comunicazione distonica è sbagliata, in quanto il risultato è che l’attenzione viene dimezzata perché non coerente, non sintonica, appunto.

Adesso tocca alla mission. Una volta che ho definito con esattezza la mia vision, andrò a definire la mission, ovvero in che modo posso mettere in pratica la vision. Quindi andrò a definire i ruoli e le modalità (protocolli e processi aziendali). Una volta definite entrambe, bisogna creare un allineamento di tutti i livelli aziendali, per fare in modo che ciò che mi rappresenta venga espresso in maniera chiara.
“Nel coaching può essere fatto un lavoro che allinea i livelli verso la vision aziendale in modo che tutti possiamo remare nella stessa direzione – continua Di Bello – è fondamentale per la velocità con cui un sistema allineato può avanzare, ma anche per poter parlare la stessa lingua al suo interno”.
In quelle procedure che lavorano sul team si dice che la catena è tanto più forte quanto l’anello più debole: in sostanza, se ho un gruppo di collaboratori allineati, basta che solo uno di loro non lo sia per vanificare il lavoro dell’intera squadra. È importante per l’efficacia e l’efficienza del sistema, la sua velocità, l’eliminazione della distonia e per agire sempre con chiarezza. Quest’ultimo punto è fondamentale perché quando tutti sanno cosa e come devono fare, automaticamente possono controllarsi e supportarsi gli uni con gli altri.

Vision= idea
Mission= come l’azienda nell’operatività quotidiana intende realizzare la vision

 


Chi è Silvano Di Bello
Responsabile dei trainer per il percorso formativo Patente D’Impresa di Prima Group, è Master Practitioner Pnl e Coach certificato nelle aree Business e Life coaching. Da oltre 10 anni tiene corsi di Negoziazione, Sviluppo della Leadership, Tecniche di Vendita Relazionale e Comunicazione non verbale. Attualmente si occupa di Sviluppo delle Risorse Umane, combinando tecniche di Programmazione Neuro Linguistica al Life Coaching.

 

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